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Martedì 22 Settembre 2009 07:41 |
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A volte, succedono imprevisti che mettono do buon umore, che dà nno fiducia nel futuro. All'inizio di settembre, avevo visto in vetrina, nella libreria di Alatri di cui sono cliente, un volumetto di Luciano Canfora, "La natura del potere", della Laterza. Volevo comprarlo, ma andavo di fretta, ed ho rimandato l'acquisto. La settimana successiva, passo di nuovo davanti alla libreria 'Cataldi', ed entro per chiedere il libro. il libraio però mi dice che le 6 copie che aveva richiesto erano andate tutte esaurite in brevissimo tempo, quindi doveva ordinarlo di nuovo.
E' incredibile come un saggio si sia venduro così bene, in così poco tempo, in una realtà non molto attenta a questo genere di problematiche. Sta di fatto, però, che il nome di Canfora è di per sè una garanzia, ed anche in questo caso le aspettative del lettore non vanno deluse. Anzi! In appena 95 pagine l'Autore riesce a sviscerare uno dei problemi filosofici più conplessi e dibattuti, la natura del potere, appunto. E lo fa con una chiarezza ed una profondità propria di pochi intellettuali viventi, senza dogmi e senza reticenze, senza tabù nè retorica; ogni pagina, ogni affermazione del libro è talmente profonda ed inquietante nella sua cruda realtà da meritare una sua critica autonoma. Purtroppo questo non mi è possibile, e quindi mi limiterò a parlare delle principali critiche al potere cosiddetto democratico, il più vicino a noi nel tempo e nello spazio.
Non che quando parla di cesarismo o di bonapartismo Canfora non esprima concetti degni di nota ed attualizzabili. Però alcune affermazioni sullo strapotere delle banche, e la conseguente funzione di mera facciata del potere politico ( Parlamento, Governo, elezioni ecc. ) nel mondo occidentale sono sicuramente più attinenti alla realtà odierna. L'unico tentativo di realizzare una democrazia compiuta si è avuto, tra l' '800 ed il '900, con la creazione dei grandi partiti operai, svincolati e nemici del potere economico-finanziario vigente; da molti anni ormai, però, la contaminazione dei grandi poteri finanziari verso questi partiti, che spesso ancora si chiamano laburisti, socialisti o addirittura comunisti, li ha asserviti e resi funzionali allo stesso sistema di potere economico-finanziario contro cui erano nati.
Forse, come affermò papa Giovanni Paolo II durante la Via Crucis al Colosseo nel 2003, anche il potente impero americano è destinato a morire, come sono morti tutti gli imperi precedenti. Ma i giornali, radio e televisioni ( tranne un Gr antelucano ) hanno, in quella occasione, censurato il papa.
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