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"Il Re Sole" di Guido Gerosa
Martedì 01 Settembre 2009 07:28

a cura del Prof. Mario Saverio Morsillo

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Il compianto Guido Gerosa ha dato uno degli ultimi brillanti esempi della sua produttiva ironia in questo testo del 1998, "Il Re Sole - vita pubblica e privata di Luigi XIV". In esso, l'Autore, noto tra l'altro al grande pubblico non per le sue originali doti di storiografo ma per aver,partecipato alla fortunata trasmissione televisiva di Piero Chiambretti "Il portalettere", analizza una delle figure storiche più significative dell'Europa moderna; ne parla, però, non tanto dal punto di vista delle sue scelte politiche, rintracciabili su qualunque manuale di liceo, ma studia la psicologia, la personalità, il presuntuoso esibizionismo di questo sovrano; in altri termini, Gerosa studia le cause interiori, spesso scorrette, che hanno portato Luigi XIV di Francia ad essere l'ultimo sovrano assoluto autoreferenziale dell'Europa occidentale. All'età di cinque anni, Luigi di Borbone viene incoronato re di Francia. I poteri effettivi li assume solo nel 1661, a 23 anni,; ma comunque il giovane sovranocresce sapendo di essere il re della potenza egemone in Europa. Nel 1648, infatti, la Francia, amministrata dal cardinale Mazzarino, aveva vinto la Guerra dei 30 anni contro l'Impero. Luigi XIV, quindi, fin dalla nascita, viene abituato a pensare ad essere un sovrano che non dovrà mai rendere conto a nessuno di ciò che farà. Sensibile al fascino femminile, costretto a sposare Anna d'Austria per motivi politici, porta a corte tutte le donne di cui s'innamora, pretendendo per esse onori regali dai dignitari. Tralasceremo il dettagliato elenco che Gerosa fa delle amanti e cocottes del sovrano; citeremo solo Madame de Montespan, che condizionerà non poco le sue scelte, e Madame de Maintenon, amante molto discreta, ma non meno pericolosa per l'ascendente che aveva nei confronti del re. La condotta immorale e totalmente insensibile nei confronti del suo popolo allontanò sempre più le simpatie e la disponibilità dei francesi verso il sovrano, al punto che, quando il 6 settembre 1715 morì, il funerale dovette essere celebrato in gran segreto, per evitare aggressioni alla salma da parte dei parigini. Quando la notizia della morte de re si diffuse, per almeno una settimana in tutta la francia si ebbero canti, balli, feste popolari. E' un testo molto istruttivo; la mprale da ricavarne, a nostro avviso, è che chi ha responsabilità politiche non deve anteporre il proprio godimento agli affari di Stato, nè pensare di essere intoccabile, immortale.