Badia dei Padri Passionisti
Domenica 08 Giugno 2008 15:54

Il convento dei Padri Passionisti di Ceccano, sorge a 220metri sul livello del mare, su di una collina alle falde del Monte Siserno distante circa 4 km dal centro cittadino. Le sue origini sono molto antiche, risalenti al IX secolo e, originariamente, appartenente ai Padri Benedettini di Montecassino come casa rurale costituita da una cappella, un dormitorio per pochi monaci e dai terreni annessi di cui i monaci si occupavano. Nel 975 l'invasione saracena causò gravi danni e il conseguente abbandono del sito da parte dei monaci lo ridusse a rifugio di fortuna per pecore e pastori. Nel XII secolo fu teatro di un evento prodigioso; la Madonna infatti, apparse ad un pastore presso una fonte esistente ancora oggi, sopra una nube tra i rami di un corniolo, tenendo sulle ginocchia il Bambino, a cui porgeva una piccola croce. L'afflusso di fedeli che ne seguì causò anche il ritorno dei Benedettini che vi costruirono una chiesetta con il monastero. Nel 1419 la Badia fu unita da Martino V alla mensa vescovile di Fermentino e i Benedettini vi rimasero fino al 1454, quando ritornò definitivamente alla diocesi. In seguito fu ceduta ai coloni e vide un declino che durò fino al 1747 quando Mons. Fabrizio Borgia propose a S. Paolo della Croce di stabilirvi una sua comunità religiosa. Il Santo accettò nonostante le difficoltà iniziali e il sito venne restaurato e ampliato dalla prima comunità passionista formata da dieci religiosi guidati da p. Tommaso Struzzieri che sarà nominato in seguito, vescovo di Todi da Pio VI. Nel secolo che seguì i lavori di costruzione si susseguirono dando alla Badia l'aspetto attuale: la chiesa fu ampliata a pitturata con immagini sacre e scene della vita di S. Paolo della Croce, il convento venne ricostruito quasi da capo nella caratteristica forma di quadrilatero e, dopo un periodo di inattività dovuta alla difficile situazione politica della seconda metà dell'800, si continuò col restauro dell'organo a canne del ‘700, la realizzazione del giardino, l'innalzamento di un primo campanile alto 10 metri e dotato di un orologio a quattro quadranti e nuove campane, fino ad arrivare, negli anni Venti, alla realizzazione dell'impianto di erogazione dell'acqua e al primo impianto di illuminazione ad energia elettrica. Nei primi anni del ‘900 il convento già ospitava il seminario di formazione intellettuale in discipline filosofiche ed umanistiche per gli studenti Passionisti che avrebbero poi intrapreso gli studi teologici, studenti tra i quali spicca il nome di confratello Grimoaldo Santamaria (1883-1902) il quale, esempio di virtù cristiana, è stato proclamato beato dal Santo Padre Giovanni Paolo II. Le sue reliquie sono custodite in una cappella a lui dedicata, all'interno della chiesa della Badia. Durante la Seconda Guerra Mondiale il convento della Badia è stato rifugio per molti sfollati ceccanesi e non, che qui trovavano riparo dai soldati tedeschi, dai bombardamenti, fino al 1944 quando per qualche tempo fu requisito dai tedeschi e usato come ospedale e alloggio per gli ufficiali. Dopo la partenza dei tedeschi, con l'arrivo degli alleati, tornò a dare rifugio, soprattutto alle donne, dalle scorribande operate dalle pattuglie dei marocchini, ad ospitare l'ospedale, il pronto soccorso, il centro di polizia, l'artiglieria, gli uffici comunali e a dare riparo addirittura alla statua di S. Maria a fiume e al quadro dell'Addolorata di S. Nicola, dopo che le rispettive chiese erano state colpite delle bombe. Insomma, in quel triste periodo, la Badia era diventata il centro delle principali attività ceccanesi. Dopo i lavori necessari a riparare i danni causati dalla guerra,che si protrassero dal 1953 al 1957, altre opere di restauro e miglioramento sono state apportate al convento, le ultime negli anni novanta con il rifacimento della facciata, del campanile, il cui tetto è oggi ricoperto in rame e, all'interno, con la costruzione della cappella del Beato.

Dal settembre 2006, nei locali della Badia sono stati ricavati aule ed alloggi che ospitano gli studenti del corso universitario in chimica applicata dell'Università di Tor Vergata di Roma. Attualmente si stanno progettando i laboratori che saranno realizzati nelle costruzioni situate nel cortile posteriore dell'edificio e che un tempo fungevano da stalle e da magazzini.