I Volsci
Sunday, 08 June 2008 11:49
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I ritrovamenti del VII sec a.C. testimoniano l'infiltrazione di gruppi di Volsci nel territorio della valle del Sacco. Su questo popolo vi sono ancora molte ombre, provenienti dalla zona centro appenninica, occuparono progressivamente il territorio del basso Lazio arrivando fino al mare. Gli storici suddividono questa popolazione in Volsci anziani, quelli che si erano stabiliti nella  pianura pontina e Volsci ecetrani, per indicare quelli dell'entroterra. Questo popolo di pastori, comunque giunge nel basso Lazio per  impadronirsi progressivamente delle pianure laziali e giungere sulla costa e si contendono con i romani e  i latini le miniere della Meta e delle Mainarde. Proprio per opporsi all'avanzata dei Volsci i romani e Latini fondarono e colonie di Segni( 495 a .C.) eNorba ( 492 a .C.) che dovevano controllare le vie di comunicazione in maniera strategica.I ripetuti scontri con i romani ebbero alterne vicende fino alla vittoria dei romani dopo che i Volsci avevano aderito alla lega latina  nel 358 a .C., lega che fu sconfitta nel 338 a .C.. Sotto la spinta delle incursioni Sannite, Fabrateria (così a quel tempo si chiamava Ceccano) per non essere molestata decise di allearsi con i nemici di un  tempo,  i romani. In cambio di tale alleanza ottiene l'elevazione del suo territorio allo status di “municipium” con diritto di voto. Ciò accadeva nel 330 a .C. e questa notizia è la prima notizia storica documentata su Fabrateria ed è riportata da Tito Livio .Con questo episodio inizia anche il processo di romanizzazione del territorio fabraterno .

Città Volsche : : Castro dei Volsci (le mura ciclopiche, di cui si conservano i resti in località Monte Nero, furono probabilmente opera dei Volsci); Ceccano, Municipium di Fabrateria Vetus sotto Roma, poi Ceccano; Ceprano, forse l' antica volsca Fregellae, occupata nel 327 a .C. dai Romani che la rasero al suolo nel 125 a .C.; Frosinone, l'antica Frusino, il cui toponimo “terra irrorata dai fiumi” rivela una antichissima origine preromana.

Tra storia e legenda:

I Volsci abitarono anche lungo il fiume Amaseno e proprio qui Virgilio ambienta la sua leggendaria narrazione di Metabo e Camilla (Eneide, cap.XI). Cacciato da Priverno Metabo, re dei Volsci, porta in salvo la piccola Camilla la cui madre era forse morta di parto o vittima della sommossa che aveva scacciato il marito. Inseguito dai suoi nemici Metabo cerca di salvarsi attraversando il  fiume Amaseno, ma il corso d'acqua era in piena ed era impossibile attraversarlo con la bimba in braccio. Colto dalla disperazione e dallo sgomento per la sorte dell'innocente prese una decisione temeraria  ed estrema:  avvolse la piccola in una scorza di sughero e la legò  sulla sua lancia, la scaravento quindi dall'altra parte del fiume facendola conficcare sulla riva opposta. La raggiunse attraversando il  fiume a nuoto, lasciando così tra se e i suoi inseguitori il fiume in piena  poi si diresse verso i vicini monti Lepini per trovare rifugi più sicuri.

Camilla, diventata abile guerriera, prendera' poi parte con una valorosa schiera di cavalieri Volsci alla guerra contro Enea, condotta da Turno, re dei Rutuli, e cadra' in una mischia furiosa per mano di Arunte.

Così scrive Virgilio: ...Metabo, il padre  di lei, fu per invidia e per soverchia - potenza da Priverno, antica terra, - da' suoi stessi cacciato; e da l'insulto, - che gli fece il suo popolo, fuggendo, - nel suo misero esiglio ebbe in campagna - questa sola bambina, che mutato - di Casmilla sua madre il nome in parte, - fu Camilla nomata. Andava il padre - con -essa in braccio per gli monti errando - e per le selve, e de' nemici Volsci - sempre d'incontro -avea l'insidie e l'armi. - Ecco un giorno assalito con la caccia - dietro, fuggendo, a l'Amaseno arriva. - Per pioggia questo fiume era cresciuto, - e rapido spumando, infino al sommo - se ne gìa delle ripe ondoso e gonfio; - tal che, per tema de l'amato peso - non s'arrisciando di passarlo a nuoto, - fermossi; e poi che a tutto ebbe pensato, - con un sùbito avviso entro una scorza - di selvatico sùvero rinchiuso - la pargoletta figlia. E poscia in mezzo - d'un suo nodoso, inarsicciato e sodo - tèlo, ch'avea per avventura in mano, - legolla acconciamente; e l'asta e lei - con la sua destra poderosa in alto - librando, a l'aura si rivolse, e disse: - Alma Latonia virgo, abitatrice - de le selve e de' monti, io padre stesso - questa mia sfortunata figlioletta - per ministra ti dedico e per serva. - salvo all'altra riva si condusse.