
L'attuale provincia di Frosinone è il risultato dello smembramento, avvenuto nel 1927, delle due province di Roma e Caserta. In effetti, all'entrata di Garibaldi in Napoli, nel 1860, ed alla successiva proclamazione del Regno d'Italia, nel marzo 1861, la zona di Sora e Cassino faceva parte della nuova entità politica sabauda, mentre la ciociaria vera e propria (Frosinone, Veroli, Ceccano, Alatri, Anagni, Fiuggi, Ferentino ecc.) era ancora parte integrante di quanto restava dello Stato della Chiesa.I piemontesi, incapaci forse di capire la complessità della società civile nell'ex Regno delle Due Sicilie, si limitarono a dividere schematicamente gli abitanti dell'Italia Meridionale in "galantuomini(possidenti)" e "caffoni (contadini nullatenenti)". Ritenendo solo i primi degni di attenzione politica, per i secondi ritennero di dover procedere in maniera puramente impositiva; in altre parole, anzichè cercare di promuovere lo sviluppo culturale ed economico delle classi più disagiate del Meridione, si preferì imporre, oltre alle storiche servitù verso i "signori", una serie di tasse, balzelli e soprattutto l'odiato servizio militare obbligatorio. In effetti, in una popolazione agricolo-pastorale quale era quella dell'ex regno borbonico, 15 mesi, se non erro, in cui la famiglia veniva privata delle braccia giovanili maschili, rappresentava un danno enorme per le già magre finanze domestiche. Su questi sentimenti antipiemontesi lo Stato della Chiesa assieme alla famiglia reale borbonica in esilio organizzarono, sotto la direzione del generale Luigi Scotti Douglas e del barone Teodoro Kitsche de Lagrange, un forte movimento di opposizione armata al nuovo regno sabaudo. Il movimento dei briganti non aveva nulla di politico nelle intenzioni dei suoi aderenti, come del resto Borboni e Pio IX non avrebbero tollerato gli atti di efferata ferocia, propri dei briganti, all'interno del proprio regno. sta di fatto che i briganti, animati da un comprensibile sentimento di rivalsa contro i piemontesi, si diedero a crimini efferati, forti degli aiuti borbonici e papalini, proprio contro quella popolazione contadina che nutriva verso i sabaudi i loro stessi sentimenti di odio. Tra i briganti delle montagne del Sud della nostra provincia troviamo Bernardo Colamattei e francesco Fuoco. Il primo nacque a Colle san Magno il 22 luglio 1842, grazie ad una levatrice di nome Antonia Morsillo (! La mia famiglia è originaria di Colle San Magno); rifiutatosi in età giovanile di aderire prima all'esercito borbonico, poi a quello sabaudo, entrò nella banda di Francesco Fuoco, prendendone presto la guida grazie all'efferatezza delle sue azioni. Agì nelle zone di S. Elia Fiume Rapido, Gaeta, Sora, Galluccio, la marsica, il Matese; arrestato nel 1868, fu condannato l'anno successivo alla pena do morte, ribadita da nuova sentenza nel 1872. Una terza sentenza lo condannò all'ergastolo. Morì in carcere a Cassino, non è dato sapere in quale anno. il libro, molto interessante soprattutto nella sua parte documentale, non è in commercio; può essere richiesto gratuitamente al Comune di Colle San Magno, che ne ha curato l'edizione nel 2004.