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"La felicità" di Salvatore Natoli
Tuesday, 15 September 2009 08:34
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salvatore natoliFra le innumerevoli opere con cui Salvatore Natoli ha costellato il panorama editoriale filosofico degli ultimi 30 anni, particolare interesse assumono i suoi studi sulla felicità. Con questo termine si suole indicare uno stato d'animo fatto di istanti in cui esso è particolarmente percepibile dall'individuo che lo prova. In realtà, già Aristotele ed Agostino si interrogavano sulla possibilità di essere felici per tutta la vita. E, sia pure attraverso strade e percorsi diversi, tanti filosofi hanno convenuto, nel corso della storia, che si può essere felici solo laddove si è soddisfatti di sè; e l'essere soddisfatti consiste non nell'assecondare le proprie inclinazioni, quanto nell'impegno verso la ricerca e la speculazione razionale. Solo le idee possono accrescere e migliorare le condizioni di vita, dando così a chi le produce una sensazione di soddisfazione interiore classificabile come felicità. Ovviamente questa tesi è discutibile, spesso l'infelicità deriva da situazioni esterne all'individuo, come situazioni politiche o socio-familiari, o comunque cui è difficile opporre un atteggiamento di serena rassegnazione epicurea. L'Autore tratta naturalmente anche questo lato della questione, arrivando alla conclusione che il problema della ricerca della felicità è di carattere morale. l'uomo ha diritto alla felicità, come hanno forse ingenuamente scritto i padri della Costituzione americana? No, più che altro l'uomo ha diritto a ricercare la felicità. Questo, per l' autore, ha senso solo con la rinuncia della ricerca dei piaceri materiali. Le tesi espresse nel libro, edito da Feltrinelli l'ultima volta nel 2008, sono comunque interessanti, anche se a volte difficili da accettare.