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"I personaggi che hanno fatto grande Venezia" di Marcello Brusegan
Tuesday, 08 September 2009 08:23
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copertina i personaggi che hanno fatto grande venezia
Devo fare un ringraziamento. Avevo chiesto di poter avere giudizi critici sulla mia gestione di questa rubrica. Molti hanno risposto, tutti molto positivamente; anche le critiche sono state in verità molto garbate. Particolare interesse pare abbiano suscitato, fra i lettori di questa rubrica, le mie recensioni di opere che trattano di religioni orientali, prometto di tornare sull'argomento. Mi è stato inoltre chiesto se la vita privata dei grandi uomini politici ha davvero influito così tanto sulle vicende storiche; a questo proposito vorrei dire qualcosa che ho trovato ne "I personaggi che hanno fatto grande Venezia", Newton Compton editore. In esso, Marcello Brusegan parla di 557 grandi uomini e donne veneziani, esclusi i viventi per motivi di obiettività nel giudizio; essi vengono presentati in maniera didascalica, ma molto esaustiva, per meglio dare in poco spazio le informazioni salienti. Fra dogi, artisti, matrone, scienziati, economisti, vescovi e papi troviamo Veronica Franco, nata a venezia nel 1546 circa ed ivi morta nel 1591. Non so come potremmo definirla oggi, forse 'imprenditrice del sesso'. Fondò una casa di tolleranza, di cui Venezia abbondava; riuscì in breve ad imporsi sulla concorrenza, per motivi che Brusegan non spiega, ma che possiamo facilmente intuire. La sua casa, frequentata da insigni uomini di cultura, ebbe fama tale che personaggi dello spessore politico di Enrico II di Francia si recarono a Venezia apposta per conoscerla. Donna di grande cultura e di modi particolarmente raffinati, è chiaro come potè influenzare le scelte ed i valori dei suoi illustri clienti. All'età di quarant'anni, lasciò il suo proficuo ma anagraficamente non più proponibile mestiere, e fondò la Casa del Soccorso, dove, per motivi religiosi, dava aiuto alle prostitute pentite. si garantì, così, anche le simpstie delle gerarchie ecclesiastiche più intransigenti. Se la morte non l'avesse colta nel 1591 non sappiamo quanto avrebbe potuto ancora influenzare la vita politica, artistica, culturale e sociale della sua città, oltre che di mezza Europa.