| "Credere di credere" di Gianni Vattimo |
| Monday, 24 August 2009 07:48 |
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There are no translations available. a cura del Prof. Mario Saverio Morsillo
Anche in questo testo del 1998 edito da Garzanti, Gianni Vattimo non manca di stupire per la sua originalità di pensatore complesso ed articolato nelle sue argomentazioni. Dopo essersi definito 'cattolico non militante, Vattimo si pone polemicamente questa domanda; "E' possibile credere nonstante la Chiesa?". La questione, dicevamo, è volutamente critica. Che cosa rimprovera Vattimo alla Chiesa, di cui comunque dichiara di far parte, in quanto credente? Non potremmo qui elencare ed analizzare tutto quello che Vattimo attribuisce all'organizzazione cristiana più potente del mondo; cercheremo di sintetizzare citando l'eccessiva secolarizzazione, la corruzione, l'effettiva non coerenza con i valori predicati. In sintesi: i valori del Cristianesimo (solidarietà, comunanza, morale, fede, ecc.) tutti rintracciabili nella Bibbia, nella parola di Cristo e nei primi secoli di storia del Cristianesimo, sono in realtà traditi, sia dalla teologia assolutizzante che dalla pratica quotidiana, proprio dalla Chiesa cattolica; questo non significa che essa non abbia diritto ad esistere, ma solo che non mantiene fede, in realtà, alle cause della sua esistenza. Con la sua nota spregiudicatezza, Vattimo affronta anche il tema forse più controverso del cattolicesimo attuale: la posizione ufficiale della Chiesa nei confronti dell'omosessualità. Il nostro Autore, a questo proposito, parla della sua omosessualità come un fatto puramente naturale, per nulla favorito dalla sua giovanile frequentazione di sacerdoti ed ambienti clericali; insomma, egli dichiara che l'omosessualità, nel suo come in tanti altri casi, è dovuta esclusivamente a fattori naturali, quindi non è condannabile: se la Chiesa condanna gli omosessuali lo fa esclusivamente per un retaggio sottoculturale del passato, che confonde la fede in Dio con l'attività sessuale del credente. Fin qui il pensiero di vattimo. Dobbiamo però rilevare che nella Bibbia, e più precisamente nel Levitico, 18:22, Dio afferma: "Non avrai con un uomo relazioni carnali come si hanno con una donna: è cosa abominevole". Quindi questa norma morale, giusta o sbagliata che sia, è attribuita dalla Bibbia alla volontà di dio stesso. se la chiesa ha fatto un errore, in questo caso, è stato dunque di essere troppo coerente col dettato biblico. Ma non era lo stesso Vattimo a rinfacciare al clero di non essere coerente con i princìpi morali biblici? A questo punto, l'Autore a nostro avviso dovrebbe scegliere: o rinunciare alla sua omosessualità, o uscire dalla Chiesa cattolica. Continuare la sua posizione critica all'interno dell'organizzazione religiosa, in maniera però così contraddittoria, può essere culturalmente controproducente.
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