| I Signori "da Ceccano" |
| Sunday, 08 June 2008 11:44 |
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There are no translations available. La famiglia dei Da Ceccano Dalle incerte origini fece la sua conparsa sulla scena i intorno all'anno 1000prendendo sempre più piede e intorno al 1200 aveva vari possedimenti e estendeva il suo dominio su varie terre della Marittima e della Campagna possedendo ben 15 castelli. Può essere considerata un raro esempio di Signoria ante litteram che nel 1400 era ormai in completo declino proprio quando nel resto d'Italia si diffondevano. E' difficile però ricostruire le origini della famiglia e le tappe di costruzione del patrimonio familiare. Probabilmente l'ascesa dei Da Ceccano fu favorita dalle relazioni, forse di parentela,con i Crescenzi, famiglia molto potente a Roma. La prima prova dell'esistenza dei Da Ceccano riguarda una cospicua donazione fatta, all'inizio dell'XI secolo, a favore del monastero di Montecassino, dal conte Amato Da Ceccano. Dal 1104 ci giungono, attraverso la cronaca degli “Annales”, notizie più dettagliate riguardo la genealogia e i possedimenti della famiglia. Sappiamo infatti che nel momento di massima estensione, intorno al 1220, i Da Ceccano possedevano ben quindici castelli dislocati sulle alture a guardia delle valli del Sacco e dell'Amaseno, a essi si aggiungono molti beni nei comuni di Alatri, Frosinone, Torrice, Ceprano, Priverno, Sezze e in Campagna e Marittima. Ma l'egemonia che questa famiglia deteneva su quasi tutto il Lazio, cominciò ad essere minacciata a partire dal XII secolo, dal papato che iniziò ad esercitare in questi luoghi il potere temporale della chiesa. Nei primi vent'anni del XII secolo i Ceccanesi furono i più agguerriti oppositori alla politica di espansione territoriale dei pontefici Pasquale II e Callisto II e per questo divennero il principale obbiettivo delle spedizioni armate agli ordini dei papi. Nel 1125 Onorio II ottenne la loro capitolazione con il giuramento di fedeltà di Goffredo, Landolfo e Rainaldo “De Ceccano”. Ma intorno alla metà del secolo si verificò un mutamento di atteggiamento da parte dei Da Ceccano: il Cardinale Gregorio cominciò a collaborare con gli ufficiali e i legati pontifici, sia nel ridurre all'obbedienza altri signori recalcitranti, sia nel reprimere gli abusi sui beni ecclesiastici. Gregorio e il figlio Landolfo cominciarono così a trarre vantaggio dall'appoggio pontificio, tanto che ricevettero numerosi beni e patrimoni che gli permisero di radicarsi ancor di più nella Marittima. La convergenza di interessi tra papato e Da Ceccano raggiunse il culmine quando, alla fine del XII secolo, i confini meridionali delle terre della Chiesa furono occupati dai pretendenti al Regno di Sicilia. Allora, i Da Ceccano combatterono a fianco delle milizie pontificie per difendere i propri territori e al tempo stesso, la frontiera meridionale delle terre della Chiesa. Anche Innocenzio III potè contare sull'aiuto dei Signori. Giovanni da Ceccano prestato il giuramento di fedeltà nella forma dell'omaggio ligio,ricevette in beneficio i diritti su Sezze e il suo territorio. Per i da Ceccano in questo florido periodo si allargò anche il panorama delle alleanze matrimoniali,si imparentarono infatti con famiglie dell'aristocrazia romana come i Frangipane, gli Annibaldi e i Colonna. A consolidare il legame con il papato concorse la presenza all'interno della famiglia del Cardinale Giordano che insieme al nipote Giovanni,di cui era consigliere,apportò diverse migliorie nei possedimenti di famiglia. Gradito al giovane imperatore FedericoII , Giovanni da Ceccano, era un personaggio al passo con i tempi, che ben si destreggiava con Baroni del Regno e non disdegnava di impegnarsi come rettore alla guida di Comuni. A Ceccano, sede della corte, Giovanni fece ricostruire la chiese di S. Maria a Fiume,mirabile esempio di Gotico cistercense,che divenne il santuario di famiglia. A Giovanni si deve anche la diffusione del culto di San Giacomo di Campostella in queste zone. Purtroppo nel duecento le cose cambiarono e per i Da Ceccano iniziò il declino. A minare l'equilibrio della famiglia concorsero vari fattori, in primo luogo la decisione di seguire una linea politica divergente da quella ponticia, gli costò tra i numerosi svantaggi anche la confisca di alcuni castelli; inoltre i Caetani,diventati potenti alla fine del XIII secolo, con un serrato gioco di acquisti patrimoniali e di alleanze matrimoniali contribuirono a ridurre l'entita dei possessi familiari della famiglia rivale. Di certo poi non migliorarono le cose le rivalità che si erano create all'interno della famiglia per questioni di eredità. Il trecento fu poi caratterizzato dall'ormai inesorabile decadenza dei Da Ceccano, in quanto il potere dei Signori era continuamente minacciato dai Podestà dei diversi comuni. A rispolverare l'antico splendore non bastò neanche la brillante carriera Avignonese del Cardinale Annibaldo da Ceccano,il quale ,pur dimostrandosi un valoroso uomo in vari campi, si disinteressò totalmente delle difficoltà dei parenti,che,sempre in rivalità tra loro,si trovavano a fronteggiare i Comuni vicini e i baroni romani -Caetani,Conti,Colonna- che prendevano sempre più piede in Campagna e in Marittima. |
