| Il cambio del nome |
| Sunday, 08 June 2008 11:43 |
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There are no translations available. Fabrateria Fabrateria Vetus Ceccano Questi tre toponimi indicano la stessa cittadina. Ceccano, infatti, nell'antichità si chiamava Fabrateria e con questo nome si trova citata nei documenti scritti che registrano l'invio di ambasciatori presso i romani per allearsi con loro contro i Sanniti (Tito Livio 330 a .C.). Quando i cittadini provenienti da Fregellae, in fuga, fondarono una nuova colonia sulle rive del Trerus (Sacco), chiamandola Fabrateria Nova ( 124 a .C.), la vecchia città dovette aggiungere al suo nome Vetus per distinguersi dall'altra colonia. Intorno all'anno 600 cambiò nome in onore del console Petronio Ceccano, padre di papa Onorio I. Petronio, in quegli anni, amministrò la Campagna (zona interna del Lazio che si contrapponeva alla Marittima, zona sulla costa) e, per riconoscenza, i suoi concittadini vollero cambiare il nome del paese in Ceccano; ciò fa pensare che egli operò bene e fece buone cose per i suoi compaesani. Il passaggio del nome non fu indolore, infatti ingenerò difficoltà nella ricostruzione storica successiva . Pierantoni da Trevi così scriveva nella sua opera Le memorie del Lazio: “Petronio Ceccano fu Conte di Campagna e padre di Papa Onorio I, per errore da alcuni chiamato Capuano, che diede il nome alla terra di Ceccano; discendente dalla stirpe di Tito Imperatore e nella detta contea di Campagna di Roma, egli e i suoi successori possedevano, come dice Leonardo Aretino nel lib. 5° cap. 8° dell'Aquila Volante,sopra ventitrè castella, cioè Ceccano da esso denominato ecc. ecc.” Le notizie del Pierantoni erano state riprese dall'opera manoscritta Antiquitatum Campaniae, di Monsignor Flaminio Filonardi vescovo di Aquino nel 1599. Filonardi aveva avuto accesso agli archivi di Anagni e Ferentino, di grande valore storico prima che fossero incendiati qui aveva consultato fonti importanti per la realizzazione del suo manoscritto. Tutto ciò viene riportato da Michelangelo Sindici nella sua opera “Ceccano l'antica Fabrateria”. |
