Ceccano On Line

Vale la pena leggere

Lavoro, futuro a rischio
I dipendenti della Carlsberg si rivolgono alla proprietà

di Marco Pirri
CECCANO La difficile situazione occupazionale che coinvolge diversi settori dell'economia ceccanese torna in primo piano. Da parte loro i dipendenti della Carslberg, per cui fino ad ottobre è prevista la cassa integrazione, hanno presentato una lettera di denuncia nella quale chiedono ai dirigenti della multinazionale danese una risposta sui criteri che sono stati adottati nella selezione dei quaranta lavoratori in esubero che sono stati posti in mobilità incentivata dallo scorso novembre.
 Una richiesta di maggiore trasparenza nella gestione del personale era stata portata avanti dai lavoratori già nell'aprile di quest'anno, ma non avendo ricevuto risposte in merito si sono fatti promotori di questa nuova iniziativa. I dipendenti si chiedono se coloro che hanno accettato di ricorrere alla mobilità incentivata, che prevedeva la concessione di un contributo di diverse migliaia di euro in base all'età dei lavoratori, siano già effettivamente fuori dall'azienda. Inoltre, si legge nella lettera, «molti tra coloro che hanno raggiunto un accordo con la direzione per la mobilità incentivata sono convinti di poterla recedere nel caso in cui si potesse riprendere l'attività lavorativa». Anche quest'aspetto, su cui non è stata fatta chiarezza in modo definitivo, crea incertezza sul futuro dell'azienda. Bisogna capire, infatti, quante siano le unità lavorative rimaste effettivamente a disposizione dell'azienda, per fornire un quadro certo della situazione ad un possibile acquirente. Infatti, l'attuale proprietà, definendo in esubero i quaranta lavoratori per cui ha proposto l'accordo per la mobilità incentivata ha lasciato intendere che l'attività produttiva possa essere portata avanti dalle restanti venti unità. Il sindaco Antonio Ciotoli e l'assessore alla pubblica istruzione Salvatore Raoni, invece, pongono l'attenzione sulla riforma scolastica «che rischia di compromettere drasticamente la funzionalità di molti degli istituti scolastici territoriali, con una pesante riduzione di personale a svantaggio della qualità formativa degli alunni oltre che causando una perdita di posti di lavoro». Questa riforma viene vista dagli amministratori come una manovra che «intacca pesantemente uno dei fondamenti della società, la scuola pubblica, compromettendo anche l'attivazione dei corsi didattici della durata di quaranta ore settimanali, impossibili da concretizzare vista l'assenza del necessario personale scolastico».
(iltempo.it) 


Aggiungi questa pagina su
Facebook! Google! Live! Reddit! Del.icio.us! Mixx! Free and Open Source Software News StumbleUpon! TwitThis Joomla Free PHP
 
Tophost Hosting